CRESPI BRERA
tra storia, eccellenza e innovazione!

Nel quartiere di Brera, ancor oggi cuore pulsante della Milano creativa, la storica “bottega”
fondata da Cesare Crespi nel 1880, rappresenta un punto di riferimento per le Belle Arti,
meta di artisti e studenti

Esponente della quarta generazione, Massimo Morlacchi, ci racconta “una grande storia” e fa il punto su alcune tendenze al consumo. “L’attività Cesare Crespi nasce nel 1880 con il mio bisnonno che, federalista e garibaldino, fu anche il tipografo di Cattaneo – racconta Morlacchi – ma fu con Zia Lena che la bottega divenne “Ditta”, nel 1957. Bisogna ricordare che la figura di “imprenditrice” era allora inconsueta e la direzione del negozio le consentì persino di diventare Cavaliere del Lavoro. Zia Lena visse gli anni più entusiasmanti di Brera, perché il quartiere nel Cinquanta e Settanta ebbe un’incredibile fioritura culturale e un’esplosione di vitalità. Sono gli anni del Bar Giamaica, di Piero Manzoni e di Lucio Fontana, di quotidiani incontri straordinari nelle trattorie e nei caffè. In questo clima favorevole, la zia sposta l’attività del negozio sulle Belle Arti in senso stretto, Les Beaux Arts come dicono i Francesi, trasformandolo nel punto di riferimento di Milano. Nel 1972, mio padre Cesare, che allora era direttore di Lefranc & Bourgeois (secolare marchio adesso acquisito dal gruppo ColArt, che per inciso è tra i nostri fornitori principali) si decise a subentrare, dirigendo il negozio per quasi cinquant’anni. Nel 1992, infine, ha inizio la mia avventura”.

RITORNO ALLE ARTI MAGGIORI
“Oggi, il focus dell’attività sono le Belle Arti, campo più si­curo – afferma Morlacchi – d’altronde, ci separano pochi metri dall’Accademia di Brera. Ma l’Accademia non esaurisce la clientela, perché Milano si è arricchita di molti pre­stigiosi istituti di formazione, pensiamo al Naba o alla Marangoni. C’è poi il mondo della Moda e del Design. Nel complesso, ci rivolgiamo a diverse utenze, non ultimo, il Pittore appassionato della domenica. D’altra parte, le Belle Arti sono un mondo sorprendente, dove sono belli gli stessi strumenti: i pennelli e le spatole. Per allestire le ve­trine, bastano gli ogget­ti, uniti a un po’ di colore, per ottenere effetti in grado di calamitare l’attenzione. Ce lo diciamo spesso in negozio: lavorare in un luogo come questo, dominato dai colori, riempie di serenità ed è fonte di gratificazione”.

INNOVAZIONE LA SFIDA DEL FUTURO
“In occasione dei nostri 140 anni – prosegue Morlacchi – abbiamo regalato un pennello di altissima qualità, ma sintetico, perché non urtasse la sensibilità altrui. La maggiore sostenibilità am­bientale e animalista è proprio uno degli stimoli a innovare creando pennelli sintetici di grande effetto che si avvicinano a quelli con setole animali. Ma anche manici ergonomici, pennelli da viaggio componibili: sul pennello c’è davvero molta vivacità e la ricerca incontra il favore del pubblico. Il colore è l’altro grande fronte dell’innovazio­ne. L’attenzione in futuro sarà sempre di più sui solventi, impattanti sull’ambiente e sulla salute di chi li usa fre­quentemente per motivi professionali e di studio. Trovare alternative che si avvicinino alle rese di quelle formulazioni sarà la sfida produttiva del prossimo futuro”.

CARTE E CALLIGRAFIA
“Le carte stanno vivendo un mo­mento di grande fervore innovativo – spiega Morlacchi – si moltiplicano le proposte nel segmento delle carte per acquerello, oppure si sperimentano nuovi supporti per venire incontro a uno dei più classici crucci dell’artista: come conservare e proteggere l’opera una volta termina­ta. Sono state dunque studiate carte che catturano meglio e più durevolmente il colore nella trama, riducendo la quantità di fissativo necessaria. La Calligrafia è una delle tendenze del momento – continua Morlacchi – c’è grande richiesta di carte, pennini e inchiostri specifi­ci. Anche sul fronte delle case produttrici si registrano proposte innovative. D’altra parte, il Maestro Calligra­fo è divenuto una delle figure d’artista più richieste. L’attenzione del pubblico è rilevantissima e nel nostro Atelier, attiguo al negozio, abbiamo organizzato e organizzeremo nel prossimo futuro numerosi workshop di Calligrafia”.

BIG BUYER QUEST’ANNO TORNA A MILANO
“Sarò lieto di visitarlo e poter incontrare i Fornitori. Sono felice che una storica Manifestazione del settore come Big Buyer torni nella mia città e tor­ni proprio nell’area della vecchia Fiera Campionaria. C’è persino un lato affettivo – conclude Morlacchi – l’occasione di riprendere un filo della memoria familiare, con mio nonno, cu­rioso e immancabile visitatore della Fiera”.  

L’intervista completa da leggere su COMMERCIO C&C, numero di Novembre, distribuito anche a Big Buyer 2026

A cura di Stefano Masson